Tra Scienza e Arte. La natura ambivalente della Tecnologia e il ruolo della Cultura (Video)

LO SGUARDO DI GIANO – DiaLogos tra Arte e Scienza
INsieme IN sintonia Le sfide di una scuola che cambia
5^ edizione
Sala Golgi – Facoltà di Medicina e Chirurgia –
Università degli Studi di Roma Tor Vergata
Laboratori metodologico-esperienziali per la formazione dei docenti
26/01/2026

 

 

ABSTRACT DELL’INTERVENTO

L’antica alleanza di Scienza ed Arte nel segno della Techné, oggi conosce un vistoso cambiamento di paradigma. Per la prima volta la tecnologia non è più un insieme di mezzi a disposizione dell’uomo ma è l’ambiente complessivo entro cui l’uomo vive e pensa. Ambiente che include anche la razionalità, cioè il modo in cui l’uomo pensa sé stesso e il mondo. Lo smartphone,
nella sua complessità di funzioni, non è più solo uno strumento per fare qualcosa ma induce comportamenti e indirizza percezioni e giudizi, spesso in modo inconsapevole da parte dell’uomo che diventa parte funzionale di questa complessità. La Verità sembra ricondursi all’Efficienza. Ciò che funziona, è processabile, esiste nell’algoritmo è vero, ciò che è indeterminato, ambiguo, dubbioso, interpretabile o immaginabile è un problema. Di fatto si sta delineando una società guidata da una oligarchia tecnologico-plutocratica che si arroga il diritto/dovere di indirizzare il popolo il quale è chiamato ad affidarsi fideisticamente. In altre parole, si tratta di una forma di schiavitù senza barriere fisiche, senza apparenti coercizioni ma in cui la coazione a operare proviene da qualcuno al di fuori di sé stessi Il problema non è che la macchina pensi come l’uomo ma che l’uomo sia indotto a funzionare come una macchina, rinunciando a pensare, interpretare, dubitare, divergere.
Di qui la necessità inderogabile, oggi come non mai, della Cultura che, in quanto memoria individuale e collettiva, narrazione, stratificazione di modelli di vita diversi, può preservare la facoltà che l’uomo possiede e non la macchina: il pensiero inteso come capacità di storicizzare e immaginare ciò che non esiste, di oltrepassare le logiche statistiche, di dubitare dell’esistente e creare utopie come possibili matrici di futuro.
Il ruolo degli insegnanti, che elaborano e disseminano cultura, diventa allora strategico e decisivo perché i giovani acquisiscano queste consapevolezze e si formino come persone libere di agire e non solo di funzionare efficacemente.

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